Microchip per gatti: cosa è e perché è importante

Lettura microchip sul gatto

Sono tantissimi i casi di gatti ritrovati, ma che non ritornano al legittimo proprietario per mancanza del microchip per gatti.

Quando si parla di questo dispositivo vengono in mente i cani, per i quali vige l’obbligo di inserire sottocute il microchip. In realtà la stessa tecnologia non solo è disponibile anche per i gatti, ma consente di ottenere dei vantaggi interessanti.

Cos’è il microchip per gatti?

Il microchip per gatti è un piccolo dispositivo che si mette sottocute e che consente di identificare l’animale nel caso in cui si dovesse perdere. Si tratta di fatto dello stesso strumento usato nei cani, con la differenza che per i gatti non è obbligatorio, ma dovrà essere il padrone a scegliere il da farsi.

L’obbligo scatta solo nel caso in cui si debba viaggiare con il gatto, perché per richiedere il passaporto europeo per l’animale è necessario che esso sia dotato di un chip identificativo.

Alcuni credono che con questo dispositivo si possano tenere sotto controllo i movimenti dell’animale, in realtà non è così perché il microchip funge solo da strumento identificativo e non è dotato di tecnologia GPS.

Il dispositivo è di piccole dimensioni, per dare un’idea si potrebbe paragonare ad un chicco di riso. Ogni chip ha un suo codice identificativo di quindici cifre, che consente di individuare il paese di provenienza dell’animale – le prime tre cifre del codice – e i dati relativi al proprietario.

Dato che non è possibile sostituire il chip, nel caso in cui il gatto dovesse cambiare padrone bisognerebbe dichiararlo, affinché i dati del proprietario possano essere modificati nel registro ufficiale. Il codice identificativo sarà riportato anche nel libretto sanitario del gatto e l’animale sarà iscritto all’Anagrafe Nazionale Felina.

Come si mette il microchip al gatto?

La tecnica utilizzata è la stessa che viene proposta per il cane: il chip viene inserito con una iniezione nel sottocute, che risulta del tutto indolore per l’animale e che non richiede alcun tipo di sedazione. Il chip inoltre è realizzato con materiali che non provocano reazioni allergiche e l’animale non si accorge nemmeno della sua presenza.

Sebbene si tratti di una procedura semplice, va ricordato che solo i veterinari possono mettere il microchip. L’operazione potrà essere eseguita da quando il gatto avrà raggiunto le cinque settimane di vita. Talvolta si sente di allevatori che propongono come servizio aggiuntivo il chip, ma non può essere considerato un servizio legale.

Quali sono i vantaggi di mettere il microchip ai gatti?

Si è detto che non è obbligatorio dotare il proprio gatto di un chip identificato, nonostante questo molte persone decidono di farlo. La scelta deriva dai vantaggi del microchip per gatti, che meritano di essere messi in luce.

E’ stato stimato che ogni anno sono circa 100.000 gli animali che si perdono e che non riescono ad essere ritrovati. Scegliendo di mettere sottocute un chip identificativo al proprio animale si aumenterà la possibilità di ritrovare il proprio gatto nel caso in cui dovesse avere difficoltà a tornare a casa.

Se il gatto sparisce non significa necessariamente che si sia perso, c’è anche un altro fenomeno che deve essere ricordato e che rattrista molto, ovvero il furto di animali. Sebbene sia sottovalutato da molti, il furto di cani e di gatti è diffuso in Italia e particolarmente a rischio sono le razze più costose. Con il microchip sarà più facile identificare il proprio gatto e provare di esserne i veri padroni.

Alcuni scelgono di utilizzare il collare come strumento identificativo, ma non c’è paragone rispetto al microchip in termini di sicurezza e di efficacia. Il collare non solo può rompersi, ma può anche essere sfilato da qualche malintenzionato, mentre il chip è progettato per restare nel sottocute per tutta la vita dell’animale ed è racchiuso da una capsula particolare che ne impedisce la rottura.

Il dispositivo inoltre protegge l’animale da un possibile abbandono, perché il proprietario sa bene che potrebbe essere facilmente identificato e perseguito per la sua azione.

Si tratta di un dispositivo sicuro, il quale non emette onde di alcun tipo e non genera segnali. Genera un segnale solo quando viene interrogato con l’apposito lettore, al fine di scoprire il codice identificativo dell’animale e di risalire al suo proprietario.

Rispetto al tatuaggio identificativo il chip ha il vantaggio di essere nazionale, dal momento che l’anagrafe felina è un registro che riguarda tutto il nostro paese. I tatuaggi invece sono su base regionale e rendono più complesso il riconoscimento del micio nel caso in cui questo dovesse uscire dai confini regionali, inoltre sono sempre meno diffusi perché non possono vantare la stessa sicurezza del chip.

Nello scegliere se dotare o meno l’animale di un microchip per gatti pesa anche il costo del dispositivo. Il diffondersi del microchip è stato favorito dal prezzo contenuto: la spesa finale dipende dal veterinario al quale ci si rivolge, ma in media è di 30-50 euro.

Luca Ninci

Ciao, mi chiamo Luca Ninci e da qualche anno insieme al mio team cerchiamo di aiutare i veterinari ad ottenere maggiore visibilità tramite gli infiniti strumenti che la rete mette a disposizione.

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